Finanziamenti: l’Italia spaccata a metà
Finanziamenti: l’Italia spaccata a metà
Credito

Finanziamenti: l’Italia spaccata a metà

articolo di Federica Tara 15 settembre 2018

La problematica legata al divario tra Nord e Sud Italia continua ad essere una questione irrisolta. Come reagisce il mercato dei prestiti al consumo?

Nord vs Sud: una storia infinita

Il divario tra settentrione e mezzogiorno italiano è una questione così antica che risale ai tempi dell’Unità italiana del 1861. 
Non sono bastati 150 anni di storia e il susseguirsi di numerose Repubbliche per appianare la disparità ancora oggi così pesante da qualificare il paese come diviso in due. 
Il motivo per il quale il divario socio-economico tra Nord e Sud Italia persista è tutt’oggi una questione irrisolta, considerando anche che il distacco è verificabile in più di un contesto: culturale, politico, sociale, economico e occupazionale.
La questione che vorrei approfondire riguarda in particolare gli indicatori del credito in Italia, una riflessione quindi sulla capacità di indebitarsi, ottenendo un mutuo o un prestito e sui perché delle differenze tra Nord e Sud Italia che, come vedremo, si palesano anche nel campo finanziario.

 

Premessa: un italiano su tre ha un finanziamento in corso

E’ opportuno sottolineare che, a livello nazionale, il 34,6% del totale della popolazione maggiorenne nel 2017 ha pagato una rata mensile per rimborsare un finanziamento ottenuto.
L’indagine svolta da Mister Credit, l’area di CRIF che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori rivela inoltre che la media di tale rata si aggira intorno ai 360,00 €.
Lo squilibrio che si verifica tra Nord e Sud Italia si inserisce quindi in un contesto in cui a livello nazionale, l’indebitamento residuo è di quasi 35.000 €, portando i consumatori italiani a spiccare in Europa per la loro virtù di essere grandi risparmiatori e non particolarmente indebitati.

Ma, al di là degli indicatori specifici sul credito, sulle famiglie e sulla capacità di indebitarsi, emerge esattamente la fotografia dei divari fiscali tra alcune aree territoriali d’Italia.
Infatti, non a caso,  il Trentino-Alto Adige si posiziona come la regione con la minore percentuale di popolazione con crediti attivi (solo il 18,3%), e con un  indebitamento medio abbastanza alto,  di 41.709 €, mentre è la Calabria ad avere il podio con la più alta percentuale di popolazione indebitata (il 32%) ma, al contrario, il debito totale è appena sopra i 22.000 €.
Un dato che mi ha fatto notare questo dualismo italiano tra territori, confermato anche dalla rata media mensile pro-capite che Mister Credit ha identificato: nella fattispecie nelle stesse regioni la rata mensile media equivale rispettivamente a 401,00 € e 301,00 € con picchi di 279,00 € nella provincia di Reggio Calabria.

Nei paesi del Sud è molto più difficile ottenere un mutuo?

Oggi ottenere un prestito o un mutuo è molto più difficile rispetto al passato, ma non in modo uniforme sul territorio italiano: al Sud l’incidenza dei mutui è molto più bassa rispetto al nord, e spicca invece una prevalenza di credito al consumo sempre a vantaggio rispetto al nord poiché, avendo un reddito più basso e potendo offrire agli istituti di credito garanzie minori, c’è una particolare tendenza a concedere minori erogazioni di mutui.
In effetti i dati parlano chiaro (Mister Credit, 2017): in Friuli Venezia-Giulia i mutui concessi rappresentano il 31,4 % mentre in Calabria si aggirano intorno al 14%, la metà (contro al 51% dei prestiti finalizzati)

Sembra quindi che al Sud Italia sia molto più facile ottenere un prestito per credito al consumo o un prestito finalizzato per i quali non esiste la necessità di portare garanzie all’ente erogatore, non portiamo l’intera situazione patrimoniale.
In effetti i prestiti al consumo per beni durevoli prevedono una rata mensile che difficilmente va oltre i 100,00 € (eccetto i prestiti per le autovetture che prevedono una rata più considerevole).
La discriminante è l’assetto lavorativo del richiedente: persiste in effetti una forte precarizzazione dei rapporti di lavoro al Sud che porta inevitabilmente ad un reddito familiare medio più basso con notevoli difficoltà.
Basta pensare che i dati Istat relativi al 2017 dichiarano che il tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno (19,4%) è tre volte quello del Nord (6,9%) e circa il doppio di quello del Centro (10%).
E non dimentichiamoci delle fasce più giovanili, che sono quelle più precarie e che al contrario avrebbero necessità di essere supportati con un mutuo per l’acquisto di una prima casa: in Calabria, Sicilia e  Sardegna la disoccupazione giovanile sfiora addirittura  il 60%.
E mentre in alcune zone del centro Nord pare si stia uscendo (se non del tutto) dalla crisi occupazionale, il divario con il sud è di oltre 20 punti, come quello che esiste tra Grecia e Germania.
 

Qualche conclusione

Nella fattispecie quindi mentre al Centro-Nord si può dire che gli istituti di credito prestano denaro alle famiglie per l’acquisto della casa, nel Sud e nelle Isole le strutture specializzate prestano alle famiglie per il sostegno dei consumi.
Tale divario fiscale tra Nord e Sud è dovuto in larga parte al forte squilibrio economico, dato dai fattori che abbiamo elencato, che persiste nel Paese e inevitabilmente va a intaccare anche i sistemi di credito al consumo.
 

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Dopo la Laurea in Sociologia e studi Umanistici, sono rimasta fedele alla mia innata concretezza: sono pragmatica e testarda in ogni situazione. Vivo la vita e il lavoro con ottimismo e con spirito di avventura. In RE/MAX dal 2017, lavoro nell’ufficio finanziario: è una bella sfida che affronto con entusiasmo e con ambizione di crescita.
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